giovedì 10 dicembre 2015

I cento passi - la storia di Peppino Impastato

Sono solo io ad aver visto questo meraviglioso film dopo 'i fochi? (come si dice a Firenze). Sto parlando dei I Cento Passi, la storia di Peppino Impastato

Esiste anche una canzone che gli é stata dedicata dai Modena City Ramblers. 

E' la mia piccola pillola di pace e serenità prima di dormire. 

Istruzioni per l'uso: dimenticatevi del superfluo e collegate bene il cervello prima di ingerirla.

 


martedì 1 dicembre 2015

Tiziano Terzani: dopo l'11 settembre, che fare?

Ecco un'intervista a Tiziano Terzani del 2002 sull'attentato alle Torri Gemelle a NY tratto da "Il kamikaze della pace". Mi dico:  sembra proprio che parli dei nostri giorni... eppure sono passati 13 anni... Questo è mio pensiero felice della giornata (non sempre bella, eccezionale, allegra, fantastica...) prima di andare a dormire, una piccola pillola di pace e serenità...


venerdì 27 novembre 2015

Il mercante di sassi - Marchand de cailloux (1991) - Renaud

L'ultima canzone di Renaud, "Il mercante di sassi" (dall'omonimo album del 1991) e vi lascio in pace almeno per un'altra settimana. Il video é del 1992. Le parole in francese le trovate qui.

Chiaramente da brava toscana (altrimenti mi tolgono la cittadinanza) ho tradotto "papà" con "babbo" :-) Mi sento già i miei amici: "E perché? come volevi tradurlo se no????"



Dall'album: Marchand de cailloux (1991)



Babbo dimmi,
quando passa il mercante di sassi?
ne vorrei nelle mie scarpe
al posto dei giocattoli
con le mie amiche in classe
non riusciamo a capire proprio tutto
soprattutto com'è che della gente che fa schifo
possa fare del male dappertutto

perchè ai bambini di Belfast
e a tutti quelli dei ghetti
li ammazzano quando lanciano dei sassi?
pensavo che David e Golia funzionassero ancora
che i piu' piccoli potessero difendersi
senza essere quelli piu' morti

Babbo dimmi, quando passa
il mercante delle libertà?
penso che ne ha dimenticate parecchie
facendo la sua tournée
perché dei bambini muoiono di fame
mentre noi ci soffochiamo
davanti alle nostre TV come dei cretini
sotto tonnellate di cibo?

Babbo dimmi, quando passa
il mercane di tenerezza?
se è sul marciapiede di fronte
digli di attraversare
posso infilargliene un po'
per quelli che hanno bisogno

Voglio dividere il mio hamburger dal Mc Donald's
con quelli che hanno fame
voglio dare tutto il mio amore
a quelli che non ce l'hanno piu'
è questo essere comunista
o essere un vero cristiano?
io me ne sbatto di queste definizioni
voglio solo essere un vero essere umano....

Babbo senti, tutti questi discorsi
mi fanno male alle orecchie
anche quelli che sono pieni d'amore
alla fine fanno come gli altri
ho come dei buchi nella testa
mi inquinano la vita e tutto
fanno solo che nel mio pianeta
veda delle intifada dappertutto...

Babbo dimmi quando passa il mercante di sassi?
ne vorrei nelle mie scarpe al posto dei giocattoli
e ne lancerei anche sulla tua chitarra
se ti servi di me per cantare le tue cazzate
e ne lancerei anche sulla tua chitarra
se ti servi di me per cantare le tue cazzate

Manhattan - Kabul - Manhattan - Kaboul (2002) - Renaud

Si sa che una ciliegia tira un'altra e quando si inizia non si finisce piu'! Nonostante si debba andare alla posta, a cambiare le gomme, e poi chiamare quello e quell'altro... Ma il venerdi é l'unico giorno che ho solo PER ME, per favore non toglietemi questo privilegio. (Questo per rassicurare tutti sul fatto che anche chi tiene un blog ha una vita normale come tutti gli altri ma il tempo per sè se lo deve prendere con un coltello tra i denti alla Rambo :-)

Dopo l'articolo su Charlie Hebdo e quello tratto da The Kabul Times, come potevo non concludere in bellezza con uno degli amori della mia vita: Renaud. Come ho già scritto in un altro post, lui se la passa parecchio male in questo momento, afflitto da una depressione tremenda e cronica che non lo fa neanche camminare per bene in equilibrio (ho visto un video di recente, agghiacciante). Ma ha lasciato (parlo già al passato...) una quantità di canzoni meravigliose da ascoltare e da tradurre aspettando (forse) il suo prossimo CD o concerto...

La canzone è del 2002, quando ancora in francese sapevo dire solo "merci" :-) !  Di traduzioni in italiano ne troverete tante. Io vi lascio la mia.
Le parole in francese le trovate qui.

Buon ascolto e buona lettura!





Dall'album: Boucan d'enfer (2002)


 
Sono un ragazzino portoricano
ben integrato, quasi newyorkese
nel mio edificio di vetro e di acciaio
vado a lavoro, faccio un tiro di coca, prendo un caffé

Io sono una ragazzina afgana
dall'altra parte della terra
mai sentito parlare di Manhattan
la mia quotidianità é la miseria e la guerra

due stranieri agli antipodi, cosi' differenti
due sconosciuti, due anonimi, ma comunque
polverizzati sull'altare 
della violenza eterna

Un 747 
é esploso nelle mie finestre
il mio cielo cosi' blu é diventato un nero come un temporale
quando le bombe hanno raso al suolo il mio villagio

due stranieri agli antipodi, cosi' differenti
due sconosciuti, due anonimi, ma comunque
polverizzati sull'altare 
della violenza eterna

So long, addio mio sogno americano
io mai piu' schiava dei cani
ma chi ti imponeva l'Islam dei tirranni
quelli là che non hanno mai letto il Corano?

Sono ritornato polvere
non sono piu' il signore dell'universo
questo paese che amavo tanto
alla fine non era altro che un colosso con i piedi d'argilla?

Gli dei, le religioni
le guerre di civilizzazione
le armi, le bandiere, le patrie, le nazioni
fanno di noi sempre della carne da macello*

due stranieri ognuno in un lato del mondo, cosi' differenti
due sconosciuti, due conosciuti, ma comunque
polverizzati sull'altare 
della violenza eterna


* letteralmente "chair a canon" significa "carne da cannone" ed è un'espressione informale utilizzata per indicare dei soldati che vengono utilizzati per missioni o compiti in cui c'è un'altissima probabilità di essere uccisi. Io ho preferito utilizzare "carne da macello" che dava un'idea piu' generale sulla fine che fa la povera gente in nome di questi "ideali".
 

venerdì 20 novembre 2015

Deve essere cosi' - Soll sein (1992) - Gerhard Gundermann

Lui si chiamava Gerhard Gundermann, morto d'infarto ad appena 43 anni. E' stato uno dei piu' grandi cantautori della ex Germania est, rimasto quasi sconosciuto ad Ovest anche dopo la caduta del Muro. Era assolutamente come nessuno si immaginerebbe un cantante rock: astemio, vegetariano convinto e non si era mai drogato. E la cosa piu' strana è che anche potendoselo permettere non ha mai voluto smettere di fare il minatore delle miniere di carbone a cielo aperto (il famoso Tagebau, che si trova in molte sue canzoni) di Hoyerswerda, al confine con la Polonia. Le sue canzoni sono si' anche politiche e impegnate ma molte parlano semplicemente della vita di tutti i giorni, con le sue gioie e i suoi dolori. Volevo proprio iniziare con una di queste a presentarvi Gundi, come lo chiamavano gli amici. Datemi il tempo di ascoltarne altre e mi sa che vi bombardero' presto con altre sue canzoni! 

Il testo originale in tedesco lo trovate qui.


Dall'album: Einsame Spitze (1992)

 

L'inverno deve essere di nuovo freddo al punto giusto
e sul tetto deve esserci la neve ma bianca
attorno a casa mia ci deve essere per bene di nuovo un bosco
e il forno dentro caldo al punto giusto
il mio tappeto deve infine volare di nuovo
il mio cavallo magico sta arrivando al trotto
gli spiriti non possono piu' acchiapparmi
perché io ho di nuovo degli amici 

I fiori devono essere di nuovo i miei amici
ci guariamo le ferite a vicenda
nei rami devono abitarci di nuovo gli uccelli
che devono parlare con le ciliegie 
voglio anche parlare di nuovo con gli animali
e voglio capire l'erba
cosa bisbiglia nelle tiepide notti d'estate
e da cosi' tanto tempo che bramavo farlo

non mi chiedere come...
non mi chiedere quando...
è solo una canzone
ma con una mia canzone
inizio ora per la prima volta 

La pioggia deve colpire ancora con il suo arco
tra il nero e il bianco come un braccio colorato
e il rosso non deve essere piu' bugiardo
e il verde e giallo non piu' cosi' sfigati
i funghi devono ancora uscire strisciando dalle bombe (?)
e le bombe devono tornare nella pancia dell'aereo
Il buco nel cielo si deve richiudere
e anche i buchi sulla terra....

non mi chiedere come...
non mi chiedere quando...
è solo una canzone
ma con una mia canzone
inizio ora per la prima volta

sabato 14 novembre 2015

Libera nos domine Francesco Guccini

Era l'11 settembre 2001 quando in piazza Duomo a Prato era previsto un concerto di Francesco Guccini. A causa dell'attentato alle Torri Gemelle fu rimandato per il 18 settembre. Io ero' li'. Come tutti mi aspettavo che il concerto cominciasse con "Canzone per un'amica". E invece no, in un silenzio già di tomba per quello che era successo una settimana prima a New York, Guccini inizio', spiazando tutti, con Libera nos domine. Dopo gli attentati di ieri a Parigi, io che tra l'altro vivo in Francia da 8 anni, ho ritrovato stamattina la stessa emozione  di quattordici anni fa pensando a questa canzone che esprime meglio di mille parole il mio pensiero...






Da morte nera e secca, da morte innaturale
da morte prematura, da morte industriale
per mano poliziotta di pazzo generale
diossina o colorante, da incidente stradale
Dalle palle vaganti di ogni tipo e ideale
da tutti questi insieme e da ogni altro male
libera, libera, libera, libera nos, Domine

Da tutti tutti gli imbecilli d'ogni razza e colore
dai sacri sanfedisti e da quel loro odore
dai pazzi giacobini e dal loro bruciore
da visionari e martiri dell'odio e del terrore
da chi ti paradisa dicendo: è per amore 
dai manichei che ti urlano "O con noi, o traditore!"
libera, libera, libera, libera nos, Domine

Dai poveri di spirito e dagli intolleranti
da falsi intellettuali, giornalisti ignoranti
da eroi, navigatori, profeti, vati, santi
dai sicuri di sé, presuntuosi e arroganti
dal cinismo di molti dalle voglie di tanti
dall'egoismo sdrucciolo che abbiamo tutti quanti
libera, libera, libera, libera nos, Domine

Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura
dai preti d'ogni credo, da ogni loro impostura
da inferni e paradisi, da una vita futura
da utopie per lenire questa morte sicura
da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura
da fedeli invasati d'ogni tipo e natura
libera, libera, libera, libera nos, Domine


Foto da Instagram di sunnyflowergirl3
Il David di Michelangelo a Firenze in segno di lutto

venerdì 16 ottobre 2015

Marmellata di albicocche prematrimoniale


Si sa che a me cucinare piace. E non solo. Mi rilassa tremendamente. Mettetemi davanti ai fornelli, a toccare, lavare, sbucciare frutta e verdura, datemi un mestolo da prendere in mano e sono una persona felice. Non tutti i giorni, altrimenti sarebbe piu' un dovere che un piacere, ma ogni tanto è una delle cose piu' belle del mondo.

E come prima della mia laurea mi misi nel 2007 a preparare torte salate a volontà per il giorno dopo anche stavolta a una settimana dal matrimonio io e Valentina abbiamo pensato di fare una marmellata di albicocche per tutti i bambini che avevamo invitato.

Se fossi stata svizzera avrei iniziato a pensare già un anno prima a quante persone invitare, calcolando quante sarebbero davvero venute e di queste quanti bambini sarebbero stati presenti. Tenendo presente la percentuale delle malattie all'ultimo minuto che si possono presentare ai bambini, aggiungendo l'appressione piu' o meno forte dei genitori e sottraendo invece l'efficacità della cassa malati svizzera che puo' offrirti consigli al telefono meglio di quanto potrebbero mai fare le nonne. Ma l'influenza sarà coperta?

Invece no. Quell'italianità che è ancora in me, che mi piace da morire nonostante tutto, mi ha fatto pensare a soli 7 giorni dal matrimonio a fare da mangiare per il MIO matrimonio e ho detto a Valentina: "Che ne dici di fare una marmellata di albicocche per tutti i bambini della festa?" Lei mi ha detto di si' e io sono corsa a comprare al mercato 6kg di albicocche. Li' al mercato mi sono sentita a mio agio, nel mio habitat naturale come quando aspettando il mio vestito da sposa ero volata alla biblioteca accanto al negozio da sposa. Mercati, biblioteche e mezzi di trasporto sono i miei habitat naturali, c'è poco da fare. Sono tornata con 6kg di albicocche e già ero improvvisamente felice.
 


La marmellata è venuta particolarmente buona, sarà l'affetto che ci abbiamo messo nel farla! Ecco a voi la ricetta e qualche foto.

Ingredienti per 6 vasetti dal 500g 

6kg di albicocche
il succo di 3 limoni
1 chilo e mezzo di zucchero semolato

Prima di tutto abbiamo sterelizzato i barattoli munendosi di parecchi canovacci puliti. Per la sterelizzazione vi rimando direttamente al sito dove ho preso la ricetta. 


Scegliere albicocche mature e senza troppe macchie, lavarle e asciugarle una per una togliendo, aprirle e togliere naturalmente il nocciolo. 




Tagliatele a spicchi piu' o meno grossi e mettetele in una ciotola capiente con il succo del limone (attenzione che non cadano i semi - per essere sicuri potete usare anche un colino) e lo zucchero.

Mescolate con un mestolo, mettete la pellicola trasparente e lasciate in frigo per una notte (o 12 ore). Una colta trascorse tutte queste ore, si puo' anche passare la marmellata, dipende se vi piacciono pezzi piu' o meno grossi dentro la marmellata. Noi, visto che la facevamo per dei bambini, l'abbiamo passata tutta! 



A questo punto mettere sul fuoco a fiamma abbastanza vivace per circa mezz'ora. Per capire se la marmellata è pronta bisogna fare la prova del "piattino": prendere un piattino, metterlo in obliquo e fare scendere un po' di marmellata. Se resta abbastanza compatta allora è pronta.

Mettere la marmellata nei barattoli ancora calda, capovolgerli e sterelizzarli una volta che si saranno raffreddati (noi non abbiamo avuto tempo). Se non riuscite a sterelizzarli allora mangiatela abbastanza in fretta (un grande sforzo...)

La parte piu' bella ma anche piu' lenta è stata quella di scrivere i nomi nelle etichette da mettere sui vasetti... di santa pazienza ci abbiamo messo quasi 3 giorni ma Valentina ce l'ha fatta... peccato che per i barattoli alti e lunghi le etichette si sono tutte staccate e abbiamo dovuto buttarle via... Ma pazienza, dei piccoli incidenti possono sempre succedere! Io mi sono divertita a fare invece la catenella all'uncinetto e ad attaccare un piccolo bottoncino sorridente (una scemenza, ma mi sembrava carino!)




martedì 13 ottobre 2015

S.O.S. B2 di tedesco!!

Carissimi lettori,

dopo aver dato a voi informazioni utili per l'esame B2 di inglese e spagnolo e il C1 di francese vi prego di mandarmi qualsiasi informazione possa essere utile per passare invece il B2 di tedesco!! Sono pronta per una nuova avventura :-)



VIELEN HERZLICHEN DANK!!!!


domenica 16 agosto 2015

Linguine zucchine, gamberetti e zafferano

Ingredienti per 4 persone:

1 cipolla
1 bustina di zafferano
5 zucchine
300g di gamberetti
panna
basilico e prezzemolo
sale & pepe


Triturare la cipolla e farla soffriggere in poco olio. Aggiungere le zucchine tagliate a fettine sottili. Fatele appassire, aggiungere sale e pepe e lasciar cuocere fino alla cottura desiderata. Poco prima che siano pronte aggiungere lo zafferano, i gamberetti, far cuocere pochi minuti e servire con basilico e prezzemolo sminuzzato.

lunedì 8 giugno 2015

Torta al cioccolato

Questa torta al cioccolato mi è venuta benissimo! L'abbiamo portata alla kermesse della scuola della mia bambina, che ancora non ho capito bene la traduzione in italiano, ma visto che si trattava di stand al giardino pubblico organizzati dai maestri con giochi e cibo per grandi e bambini, penso che la traduzione piu' appropriata sia: festa :-)

Ingredienti:

200g di burro a temperatura ambiente
200 di zucchero
100g di cioccolato fondente fuso a bagno maria
5 uova (tuorli e albumi, tutto)

200g di farina
50g cacao in polvere
mezza bustina di lievito
un pizzico di sale

50g latte fresco

Per prima cosa fondete il cioccolato a bagno maria (mettete i pezzi dentro un barattolino e inseritelo a sua volta in un ciotolino piu' grande con dell'acqua).
Schiacciate con una forchetta il burro e volendo usate anche le fruste. Aggiungete a questo punto lo zucchero e dopo le uova, una per una amalgamandole bene. Infine il cioccolato che nel frattempo si sarà fuso.
In un'altra ciotola setacciate la farina, il cacao amaro e il lievito. Una volta setacciati aggiungenteli al composto di uova alternando con l'aggiunta di un po' di latte.
Imburrate e infarinate una teglia da forno e metteteci il composto che dovrà cuocere un'oretta a 180 gradi.

domenica 10 maggio 2015

Bambini vivaci o rumosi?



Prima di vivere in Francia (che io maaaaaai avrei pensato sarebbe stato possibile perchè il francese l'avevo rifuggito come la peste bubbonica!!!) non avrei mai pensato che esistessero cosi' tante differenze culturali tra la Francia e l'Italia.

I francesi dicono: "gli italiano gesticolano, sono rumorosi, pensano solo a vestirsi bene mentre il loro paese va a rotoli e sanno cucinare solo la pasta. La nostra invece è una cucina soignée, cioè "curata" con molteplici piatti accompagnati dalle nostre incredibili e ineguagliabili salse. Noi siamo tranquilli, sappiamo riflettere prima di parlare. Parliamo uno per volta e aspettiamo che una persona abbia finito prima che inizi l'altra. Anche quando ci arrabbiamo lo nascondiamo, perchè non è bene e usiamo parole tipo "Sono un po' arrabbiato con te" oppure "mi hai veramente fatto arrabbiare" ma sempre detti con amore, con la stessa faccia di quando si dice, prima di addormentarsi, "je t'aime"!

Gli italiani dicono: "i francesi sono snob, se la tirano che non ci si puo' stare accanto, non usano il bidet, mettono la baguette sotto il braccio. Solo noi sappiamo fare da mangiare. Loro sono smorti, ridono poco. Si vestono male. A noi piace far casino e bere vino, piu' siamo e meglio è e ci piace parlare tutti insieme per il gusto di stare in compagnia. Quando m'incaz... m'incaz.. a bestia e guai a starmi accanto, potrei fare un casino!"

Un'accozzaglia di luoghi comuni, si sa. Pero' non mi dite, voi italiani, che queste cose non le avete mai sentite (o dette!!!!)

Poi, se voi siete rimasti in Italia, del concetto di "italiano" e "italianità" che ti porti all'estero come un cappio al collo, ve ne interessa giustamente poco.

Chi invece si trova all'estero viene spesso considerato suo malgrado un baluardo dell'italianità all'estero (tu che prima in Italia avevi un attaccamento al paese e alla bandiera pari a 0). In un paese per esempio come la Francia, certe volte vorrei scomparire e essere nata in un posto tipo l'Alaska, dove l'unica domanda possibile che potrebbero farmi è "E' vero che fa freddo?".

E invece no, ogni giorno domande del tipo:

Ma è vero che gli italiani mangiano la pasta ogni giorno?
Ma è vero che gli italiani mangiano addirittura un etto di pasta?
Ma è vero che per gli italiani la pasta è un antipasto?
Mi piacerebbe cucinare la pasta, ma non so mai che salsa metterci.. mi dai qualche idea?
Ma tu di Berlusconi, cosa ne pensi? Ma non si vergognano?
Questa persona è cosi' rumorosa, si vede che è italiana!
Hai comprato una macchina fotografica viola, si vede che sei italiana!
Guarda come si è vestita bene (in senso negativo), si vede che è italiana!
Ah non cucini i dolci? Ah certo tu sei italiana, cucini solo la pasta!
Ma a te piace la Pausini? E Ramazzotti?
E' vero che è sempre bel tempo in Italia?
Ma è vero che gli italiani restano tanto tempo da mamma e papà? Perché non se ne vanno a 20 anni? E se non trovano lavoro in Italia perchè non se ne vanno all'estero?'
E' vero che gli italiani parlano solo inglese? E male?
Ma è vero che gli italiani apparecchiano la tavola prima di mangiare?
Ma è vero che gli italiani mangiano sempre ad orari fissi? 
Ma è vero che gli italiani sono mammoni e che lasciano la casa dei genitori a 40 anni?

Come potete vedere la maggior parte delle domande toccano il tema del cibo e di questo il tormentone della pasta.. come si cuoce, con che salsa va fatta (visto che qui mangiano la pasta scotta bianca da una parte e sugo dall'altra e sempre solo con il ragu' o al massimo burro e pomodoro), nonchè anche qualche domanda sulla fissazione italiana di vestirsi bene, di mettere i colori ben abbinati insieme, per esempio.

Ecco, io vorrei invece ampliare un concetto non troppo dibattuto a prima vista, quello della "vitalità", soprattutto tra i bambini, piu' che mai attuale quando ti capita per le mani una bambina italiana tra i 2 e 5 anni che va prima all'asilo nido e poi alla scuola materna in Francia.

In Italia piu' il bambino è vivace piu' è considerato simpatico. Certo non quello che rompe i lampadari, ma quello che semplicemente parla, si muove, gioca, e ogni tanto - addirittura -  canta. E' un bambino per lo piu' sorridente e anche socievole con grandi e piccini. Un bambino taciturno, che si muove poco viene generalmente definito come un bambino "con problemi" (di varia natura). A volte è un'esagerazione ma questa è la vox populi!

In Francia, almeno dove abitiamo noi, un bambino, per definizione, è tranquillo. Nel senso: parla poco e sottovoce, mi muove ma con garbo, gioca ma senza attirare troppo l'attenzione su di sè e no, non canta! Forse a casa sua con la sua maman e il suo papa ma non fuori. Questo bambino è poli (educato) e posé (posato). Un bambino vivace è detto bruyant (rumoroso) e mal élévé (maleducato). In Italia si direbbe forse "agitato" o addirittura "casinista". In casi estremi "una peste". Mai "maleducato".

Da noi questa diversità ha dato vita a scenette simpatiche.

La prima in Italia. Ad una cena di famiglia Valentina, pensando di essere in Francia, dice per ben due volte: "Basta parlare tutti insieme! Siete rumorosi, uno per uno!" Io avrei voluto scomparire, l'ho presa  da una parte e le ho spiegato che in Italia si puo' parlare tutti insieme e non è educato dire alle persone che sono rumorose!!!

In Francia invece il problema opposto. Valentina rientra nella cerchia dei pochi bambini sempre sorridenti, socievoli, che parlano molto (bavard) e anche con un tono di voce abbastanza alto. Penso che si possa collocare ancora sulla soglia francese della bambina educata perchè vedo che resta simpatica a maestri e amichetti di scuola ma ha certi atteggiamenti pericolosi: tipo cantare nell'ora della mensa (pericolosissimo!) oppure sorridere troppo ("Si vede che è italiana!", come se fosse una colpa) oppure ancora non stare mai zitta!

Questo doppio-concetto chiaramente è applicabile anche agli adulti. Un mio collega bretone mi ha detto che in certi alberghi della Bretagna rispondono sempre che non hanno posto anche se ne hanno appena sentono dall'accento che si tratta di italiani. Perchè? Indovinate! Perchè sono troppo rumorosi.

Cosa provi un francese quando si trova ad un ristorante italiano magari il sabato sera con gente sorridente, che gesticola, che parla tutta insieme con bambini che corrono e che parlano a voce alta, boh, non lo sapro' mai (non me lo dicono, per gentilezza). Forse avrà l'impressione di essere sceso in un girone dell'inferno.

Cosa provi un italiano in un ristorante francese dove si mangia parlando poco e sottovoce (certe volte solo per ordinare!!!), beh, forse direbbe "qui è un mortorio!!!"

Io mi sono rassegnata al detto "Paese che vai usanze che trovi" con un quintale di rassegnazione. Non che ci si abitui a tutto. Quando il mese scorso alla créperie sotto casa ho visto e sentito con i miei occhi 2 cuochi (da dietro il bancone) + 2 cameriere + una signora sulla cinquantina alzarsi dal fondo del locale per andare a sgridare tutti uno dopo l'altro 6 bambini dell'età compresa tra i 7 e i 10 anni perchè "parlavano troppo", "facevano rumore" dicendo che  non era educato, li' si mi sarei alzata e me ne sarei andata!

Ultimamente nel condominio dove abitiamo noi (popolare, chiaramente) è successa una cosa sconvolgente: appena è uscito un po' di sole anche tutti i bambini che vi abitano sono spuntati come funghi e popolano il giardino condominiale con monopattini, biciclette, grida e RUMORE! I genitori si affacciano dalla finestra chiamando i figli... un pezzo di Napoli a Ferney-Voltaire? Boh, non esageriamo... ma questi brevi momenti di vita mi danno la speranza che un mondo diverso con bambini sia possibile... anche in Francia!!!!

ANOTHER WORLD WITH CHILDREN IS POSSIBLE.. EVEN IN FRANCE!!!!

lunedì 4 maggio 2015

Pollo alla paprika - Pollo a la riojana (Spagna)

Origine: Spagna


Tapas - Cocina actual del siglo XXI (libro arancione)

Per inaugurare il nuovo libro comprato a Valencia "Tapas" ecco a voi la prima ricetta di pollo (ce ne sono una decina!)


Ingredienti per 4 persone

4 fette di pollo
sale
paprika
farina
4 spicchi d'aglio
1 cipolla piccola
1 foglia di alloro
prezzemolo
timo
vino bianco
miele

In un recipiente tagliare il pollo a bocconcini, salarli e spolverarli di paprika. Passarli poi nella farina. Farli dorare 5 minuti, poi toglierli dal fuoco e tenere l'olio. In quest'olio far soffrigere la cipolla tagliata a fette e gli spicchi d'aglio schiacciati, poi aggiungere le spezie (una foglia d'alloro spezzata, timo  prezzemolo). Aggiungere un bicchiere di vino bianco, un cuchciaio di miele. Dopo qualche minuto aggiungere di nuovo i bocconcini di pollo e farli dorare. Rimettere la paprika, un pizzico di sale e servire.

La ricetta originale prevede di lasciar riposare per 1 ora i bocconcini di pollo nel soffritto di cipolla e aglio  con le spezie. Io non avevo tempo, l'ho mangiato subito ma mi è sembrato comunque squisito.

sabato 2 maggio 2015

Lo zoo di Servion e Signal de Bugy

Dal gruppo di autosostegno su come passare i fine settimana nel Pays de Gex (che prima o poi un giorno fondero'!!!!!!), ecco qualche proposta per chi é disposto ad allontanarsi un po' da Ginevra con i bambini:

- Da non perdere é lo zoo di Servion che si trova poco lontano da Losanna.

- Anche per i piu' grandi é invece interessantissimo l'Alboretum che si trova all'altezza di Aubonne.

- Nella regione di Losanna da non perdere almeno una volta nella vita il Signal de Bugy (per i miei colleghi svizzeri è una visita obbligata, un po' come "vedi Napoli e poi muori ":-), che é un parco grandissimo dove é possibile non solo vedere gli animali ma anche fare pic-nic e giocare a pallone. Tra l'altro si ha una bellissima vista sul lago di Ginevra.

Melanzane fritte con miele - Berenjenas fritas con miel (Spagna)

Origine: Andalusia (Spagna)





Questo piatto di origine araba mi era talmente piaciuto nella mia vacanza in Andalusia nel 2013 che ho deciso di rifarlo oggi! E' un piatto assolutamente da provare per tutti gli amanti delle verdure e, in particolare, delle melanzane! E' un piatto originario della città di Cordoba ma si trova in tutta l'Andalusia. Le melanzane possono essere tagliate in qualsiasi modo, anche a rondelle. Io le ho fatte esattamente della stessa misura di quelle che avevo mangiate a Siviglia e francamente nonostante il fatto che sono fritte, ne avrei mangiate ancora il doppio! La ricetta originale vorrebbe el miel de caña che pero' io non ho trovato, ho usato quindi un miele normale. Per i piu' coraggiosi consiglio anche l'aceto balsamico denso che, secondo me, non ci stava per niente male!
Ecco la ricetta originale in spagnolo di Ricardo. Grazie Ricardo!!!!!

Ingredienti


Melanzane (io ne ho usate 2)

Miele o miel de caña

Sale

Olio extravergine di oliva o olio di semi per friggere (a scelta)

Per la pastella


125g di farina o di ceci (c'è chi mette metà e metà)

Un bicchiere piccolo di birra

2 chiari d'uovo

un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva

Procedimento:


Si lavano e tagliano le melanzane a bastoncini piu' o meno lunghi. (In realtà molte sono le varienti e a volte vengono tagliate anche a rondelle).

Mettere i bastoncini in un recipente con acqua e sale almeno 2 ore. 

La pastella (io la chiamo alla napoletana :-) per friggere é molto semplice: in un recipiente mettere un composto di farina, un bicchier di birra e qualche cucchiaio di olio extravergine di oliva. Battere i bianchi delle uova, aggiungerli al composto e lasciar riposare anche questo 2 ore insieme ai bastoncini di melanzane.
Passate le due ore, scolare e asciugare bene uno per uno i bastoncini di melanzane (la parte piu' noiosa). Friggere a questo punto i bastoncini fino a farli diventare croccanti e dorati.
Fare scolare bene tutto l'olio su una carta assorbente. Servire con miele.