domenica 10 maggio 2015

Bambini vivaci o rumosi?



Prima di vivere in Francia (che io maaaaaai avrei pensato sarebbe stato possibile perchè il francese l'avevo rifuggito come la peste bubbonica!!!) non avrei mai pensato che esistessero cosi' tante differenze culturali tra la Francia e l'Italia.

I francesi dicono: "gli italiano gesticolano, sono rumorosi, pensano solo a vestirsi bene mentre il loro paese va a rotoli e sanno cucinare solo la pasta. La nostra invece è una cucina soignée, cioè "curata" con molteplici piatti accompagnati dalle nostre incredibili e ineguagliabili salse. Noi siamo tranquilli, sappiamo riflettere prima di parlare. Parliamo uno per volta e aspettiamo che una persona abbia finito prima che inizi l'altra. Anche quando ci arrabbiamo lo nascondiamo, perchè non è bene e usiamo parole tipo "Sono un po' arrabbiato con te" oppure "mi hai veramente fatto arrabbiare" ma sempre detti con amore, con la stessa faccia di quando si dice, prima di addormentarsi, "je t'aime"!

Gli italiani dicono: "i francesi sono snob, se la tirano che non ci si puo' stare accanto, non usano il bidet, mettono la baguette sotto il braccio. Solo noi sappiamo fare da mangiare. Loro sono smorti, ridono poco. Si vestono male. A noi piace far casino e bere vino, piu' siamo e meglio è e ci piace parlare tutti insieme per il gusto di stare in compagnia. Quando m'incaz... m'incaz.. a bestia e guai a starmi accanto, potrei fare un casino!"

Un'accozzaglia di luoghi comuni, si sa. Pero' non mi dite, voi italiani, che queste cose non le avete mai sentite (o dette!!!!)

Poi, se voi siete rimasti in Italia, del concetto di "italiano" e "italianità" che ti porti all'estero come un cappio al collo, ve ne interessa giustamente poco.

Chi invece si trova all'estero viene spesso considerato suo malgrado un baluardo dell'italianità all'estero (tu che prima in Italia avevi un attaccamento al paese e alla bandiera pari a 0). In un paese per esempio come la Francia, certe volte vorrei scomparire e essere nata in un posto tipo l'Alaska, dove l'unica domanda possibile che potrebbero farmi è "E' vero che fa freddo?".

E invece no, ogni giorno domande del tipo:

Ma è vero che gli italiani mangiano la pasta ogni giorno?
Ma è vero che gli italiani mangiano addirittura un etto di pasta?
Ma è vero che per gli italiani la pasta è un antipasto?
Mi piacerebbe cucinare la pasta, ma non so mai che salsa metterci.. mi dai qualche idea?
Ma tu di Berlusconi, cosa ne pensi? Ma non si vergognano?
Questa persona è cosi' rumorosa, si vede che è italiana!
Hai comprato una macchina fotografica viola, si vede che sei italiana!
Guarda come si è vestita bene (in senso negativo), si vede che è italiana!
Ah non cucini i dolci? Ah certo tu sei italiana, cucini solo la pasta!
Ma a te piace la Pausini? E Ramazzotti?
E' vero che è sempre bel tempo in Italia?
Ma è vero che gli italiani restano tanto tempo da mamma e papà? Perché non se ne vanno a 20 anni? E se non trovano lavoro in Italia perchè non se ne vanno all'estero?'
E' vero che gli italiani parlano solo inglese? E male?
Ma è vero che gli italiani apparecchiano la tavola prima di mangiare?
Ma è vero che gli italiani mangiano sempre ad orari fissi? 
Ma è vero che gli italiani sono mammoni e che lasciano la casa dei genitori a 40 anni?

Come potete vedere la maggior parte delle domande toccano il tema del cibo e di questo il tormentone della pasta.. come si cuoce, con che salsa va fatta (visto che qui mangiano la pasta scotta bianca da una parte e sugo dall'altra e sempre solo con il ragu' o al massimo burro e pomodoro), nonchè anche qualche domanda sulla fissazione italiana di vestirsi bene, di mettere i colori ben abbinati insieme, per esempio.

Ecco, io vorrei invece ampliare un concetto non troppo dibattuto a prima vista, quello della "vitalità", soprattutto tra i bambini, piu' che mai attuale quando ti capita per le mani una bambina italiana tra i 2 e 5 anni che va prima all'asilo nido e poi alla scuola materna in Francia.

In Italia piu' il bambino è vivace piu' è considerato simpatico. Certo non quello che rompe i lampadari, ma quello che semplicemente parla, si muove, gioca, e ogni tanto - addirittura -  canta. E' un bambino per lo piu' sorridente e anche socievole con grandi e piccini. Un bambino taciturno, che si muove poco viene generalmente definito come un bambino "con problemi" (di varia natura). A volte è un'esagerazione ma questa è la vox populi!

In Francia, almeno dove abitiamo noi, un bambino, per definizione, è tranquillo. Nel senso: parla poco e sottovoce, mi muove ma con garbo, gioca ma senza attirare troppo l'attenzione su di sè e no, non canta! Forse a casa sua con la sua maman e il suo papa ma non fuori. Questo bambino è poli (educato) e posé (posato). Un bambino vivace è detto bruyant (rumoroso) e mal élévé (maleducato). In Italia si direbbe forse "agitato" o addirittura "casinista". In casi estremi "una peste". Mai "maleducato".

Da noi questa diversità ha dato vita a scenette simpatiche.

La prima in Italia. Ad una cena di famiglia Valentina, pensando di essere in Francia, dice per ben due volte: "Basta parlare tutti insieme! Siete rumorosi, uno per uno!" Io avrei voluto scomparire, l'ho presa  da una parte e le ho spiegato che in Italia si puo' parlare tutti insieme e non è educato dire alle persone che sono rumorose!!!

In Francia invece il problema opposto. Valentina rientra nella cerchia dei pochi bambini sempre sorridenti, socievoli, che parlano molto (bavard) e anche con un tono di voce abbastanza alto. Penso che si possa collocare ancora sulla soglia francese della bambina educata perchè vedo che resta simpatica a maestri e amichetti di scuola ma ha certi atteggiamenti pericolosi: tipo cantare nell'ora della mensa (pericolosissimo!) oppure sorridere troppo ("Si vede che è italiana!", come se fosse una colpa) oppure ancora non stare mai zitta!

Questo doppio-concetto chiaramente è applicabile anche agli adulti. Un mio collega bretone mi ha detto che in certi alberghi della Bretagna rispondono sempre che non hanno posto anche se ne hanno appena sentono dall'accento che si tratta di italiani. Perchè? Indovinate! Perchè sono troppo rumorosi.

Cosa provi un francese quando si trova ad un ristorante italiano magari il sabato sera con gente sorridente, che gesticola, che parla tutta insieme con bambini che corrono e che parlano a voce alta, boh, non lo sapro' mai (non me lo dicono, per gentilezza). Forse avrà l'impressione di essere sceso in un girone dell'inferno.

Cosa provi un italiano in un ristorante francese dove si mangia parlando poco e sottovoce (certe volte solo per ordinare!!!), beh, forse direbbe "qui è un mortorio!!!"

Io mi sono rassegnata al detto "Paese che vai usanze che trovi" con un quintale di rassegnazione. Non che ci si abitui a tutto. Quando il mese scorso alla créperie sotto casa ho visto e sentito con i miei occhi 2 cuochi (da dietro il bancone) + 2 cameriere + una signora sulla cinquantina alzarsi dal fondo del locale per andare a sgridare tutti uno dopo l'altro 6 bambini dell'età compresa tra i 7 e i 10 anni perchè "parlavano troppo", "facevano rumore" dicendo che  non era educato, li' si mi sarei alzata e me ne sarei andata!

Ultimamente nel condominio dove abitiamo noi (popolare, chiaramente) è successa una cosa sconvolgente: appena è uscito un po' di sole anche tutti i bambini che vi abitano sono spuntati come funghi e popolano il giardino condominiale con monopattini, biciclette, grida e RUMORE! I genitori si affacciano dalla finestra chiamando i figli... un pezzo di Napoli a Ferney-Voltaire? Boh, non esageriamo... ma questi brevi momenti di vita mi danno la speranza che un mondo diverso con bambini sia possibile... anche in Francia!!!!

ANOTHER WORLD WITH CHILDREN IS POSSIBLE.. EVEN IN FRANCE!!!!

lunedì 4 maggio 2015

Pollo alla paprika - Pollo a la riojana (Spagna)

Origine: Spagna


Tapas - Cocina actual del siglo XXI (libro arancione)

Per inaugurare il nuovo libro comprato a Valencia "Tapas" ecco a voi la prima ricetta di pollo (ce ne sono una decina!)


Ingredienti per 4 persone

4 fette di pollo
sale
paprika
farina
4 spicchi d'aglio
1 cipolla piccola
1 foglia di alloro
prezzemolo
timo
vino bianco
miele

In un recipiente tagliare il pollo a bocconcini, salarli e spolverarli di paprika. Passarli poi nella farina. Farli dorare 5 minuti, poi toglierli dal fuoco e tenere l'olio. In quest'olio far soffrigere la cipolla tagliata a fette e gli spicchi d'aglio schiacciati, poi aggiungere le spezie (una foglia d'alloro spezzata, timo  prezzemolo). Aggiungere un bicchiere di vino bianco, un cuchciaio di miele. Dopo qualche minuto aggiungere di nuovo i bocconcini di pollo e farli dorare. Rimettere la paprika, un pizzico di sale e servire.

La ricetta originale prevede di lasciar riposare per 1 ora i bocconcini di pollo nel soffritto di cipolla e aglio  con le spezie. Io non avevo tempo, l'ho mangiato subito ma mi è sembrato comunque squisito.

sabato 2 maggio 2015

Lo zoo di Servion e Signal de Bugy

Dal gruppo di autosostegno su come passare i fine settimana nel Pays de Gex (che prima o poi un giorno fondero'!!!!!!), ecco qualche proposta per chi é disposto ad allontanarsi un po' da Ginevra con i bambini:

- Da non perdere é lo zoo di Servion che si trova poco lontano da Losanna.

- Anche per i piu' grandi é invece interessantissimo l'Alboretum che si trova all'altezza di Aubonne.

- Nella regione di Losanna da non perdere almeno una volta nella vita il Signal de Bugy (per i miei colleghi svizzeri è una visita obbligata, un po' come "vedi Napoli e poi muori ":-), che é un parco grandissimo dove é possibile non solo vedere gli animali ma anche fare pic-nic e giocare a pallone. Tra l'altro si ha una bellissima vista sul lago di Ginevra.

Melanzane fritte con miele - Berenjenas fritas con miel (Spagna)

Origine: Andalusia (Spagna)





Questo piatto di origine araba mi era talmente piaciuto nella mia vacanza in Andalusia nel 2013 che ho deciso di rifarlo oggi! E' un piatto assolutamente da provare per tutti gli amanti delle verdure e, in particolare, delle melanzane! E' un piatto originario della città di Cordoba ma si trova in tutta l'Andalusia. Le melanzane possono essere tagliate in qualsiasi modo, anche a rondelle. Io le ho fatte esattamente della stessa misura di quelle che avevo mangiate a Siviglia e francamente nonostante il fatto che sono fritte, ne avrei mangiate ancora il doppio! La ricetta originale vorrebbe el miel de caña che pero' io non ho trovato, ho usato quindi un miele normale. Per i piu' coraggiosi consiglio anche l'aceto balsamico denso che, secondo me, non ci stava per niente male!
Ecco la ricetta originale in spagnolo di Ricardo. Grazie Ricardo!!!!!

Ingredienti


Melanzane (io ne ho usate 2)

Miele o miel de caña

Sale

Olio extravergine di oliva o olio di semi per friggere (a scelta)

Per la pastella


125g di farina o di ceci (c'è chi mette metà e metà)

Un bicchiere piccolo di birra

2 chiari d'uovo

un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva

Procedimento:


Si lavano e tagliano le melanzane a bastoncini piu' o meno lunghi. (In realtà molte sono le varienti e a volte vengono tagliate anche a rondelle).

Mettere i bastoncini in un recipente con acqua e sale almeno 2 ore. 

La pastella (io la chiamo alla napoletana :-) per friggere é molto semplice: in un recipiente mettere un composto di farina, un bicchier di birra e qualche cucchiaio di olio extravergine di oliva. Battere i bianchi delle uova, aggiungerli al composto e lasciar riposare anche questo 2 ore insieme ai bastoncini di melanzane.
Passate le due ore, scolare e asciugare bene uno per uno i bastoncini di melanzane (la parte piu' noiosa). Friggere a questo punto i bastoncini fino a farli diventare croccanti e dorati.
Fare scolare bene tutto l'olio su una carta assorbente. Servire con miele.