venerdì 27 novembre 2015

Il mercante di sassi - Marchand de cailloux (1991) - Renaud

L'ultima canzone di Renaud, "Il mercante di sassi" (dall'omonimo album del 1991) e vi lascio in pace almeno per un'altra settimana. Il video é del 1992. Le parole in francese le trovate qui.

Chiaramente da brava toscana (altrimenti mi tolgono la cittadinanza) ho tradotto "papà" con "babbo" :-) Mi sento già i miei amici: "E perché? come volevi tradurlo se no????"



Dall'album: Marchand de cailloux (1991)



Babbo dimmi,
quando passa il mercante di sassi?
ne vorrei nelle mie scarpe
al posto dei giocattoli
con le mie amiche in classe
non riusciamo a capire proprio tutto
soprattutto com'è che della gente che fa schifo
possa fare del male dappertutto

perchè ai bambini di Belfast
e a tutti quelli dei ghetti
li ammazzano quando lanciano dei sassi?
pensavo che David e Golia funzionassero ancora
che i piu' piccoli potessero difendersi
senza essere quelli piu' morti

Babbo dimmi, quando passa
il mercante delle libertà?
penso che ne ha dimenticate parecchie
facendo la sua tournée
perché dei bambini muoiono di fame
mentre noi ci soffochiamo
davanti alle nostre TV come dei cretini
sotto tonnellate di cibo?

Babbo dimmi, quando passa
il mercane di tenerezza?
se è sul marciapiede di fronte
digli di attraversare
posso infilargliene un po'
per quelli che hanno bisogno

Voglio dividere il mio hamburger dal Mc Donald's
con quelli che hanno fame
voglio dare tutto il mio amore
a quelli che non ce l'hanno piu'
è questo essere comunista
o essere un vero cristiano?
io me ne sbatto di queste definizioni
voglio solo essere un vero essere umano....

Babbo senti, tutti questi discorsi
mi fanno male alle orecchie
anche quelli che sono pieni d'amore
alla fine fanno come gli altri
ho come dei buchi nella testa
mi inquinano la vita e tutto
fanno solo che nel mio pianeta
veda delle intifada dappertutto...

Babbo dimmi quando passa il mercante di sassi?
ne vorrei nelle mie scarpe al posto dei giocattoli
e ne lancerei anche sulla tua chitarra
se ti servi di me per cantare le tue cazzate
e ne lancerei anche sulla tua chitarra
se ti servi di me per cantare le tue cazzate

Manhattan - Kabul - Manhattan - Kaboul (2002) - Renaud

Si sa che una ciliegia tira un'altra e quando si inizia non si finisce piu'! Nonostante si debba andare alla posta, a cambiare le gomme, e poi chiamare quello e quell'altro... Ma il venerdi é l'unico giorno che ho solo PER ME, per favore non toglietemi questo privilegio. (Questo per rassicurare tutti sul fatto che anche chi tiene un blog ha una vita normale come tutti gli altri ma il tempo per sè se lo deve prendere con un coltello tra i denti alla Rambo :-)

Dopo l'articolo su Charlie Hebdo e quello tratto da The Kabul Times, come potevo non concludere in bellezza con uno degli amori della mia vita: Renaud. Come ho già scritto in un altro post, lui se la passa parecchio male in questo momento, afflitto da una depressione tremenda e cronica che non lo fa neanche camminare per bene in equilibrio (ho visto un video di recente, agghiacciante). Ma ha lasciato (parlo già al passato...) una quantità di canzoni meravigliose da ascoltare e da tradurre aspettando (forse) il suo prossimo CD o concerto...

La canzone è del 2002, quando ancora in francese sapevo dire solo "merci" :-) !  Di traduzioni in italiano ne troverete tante. Io vi lascio la mia.
Le parole in francese le trovate qui.

Buon ascolto e buona lettura!





Dall'album: Boucan d'enfer (2002)


 
Sono un ragazzino portoricano
ben integrato, quasi newyorkese
nel mio edificio di vetro e di acciaio
vado a lavoro, faccio un tiro di coca, prendo un caffé

Io sono una ragazzina afgana
dall'altra parte della terra
mai sentito parlare di Manhattan
la mia quotidianità é la miseria e la guerra

due stranieri agli antipodi, cosi' differenti
due sconosciuti, due anonimi, ma comunque
polverizzati sull'altare 
della violenza eterna

Un 747 
é esploso nelle mie finestre
il mio cielo cosi' blu é diventato un nero come un temporale
quando le bombe hanno raso al suolo il mio villagio

due stranieri agli antipodi, cosi' differenti
due sconosciuti, due anonimi, ma comunque
polverizzati sull'altare 
della violenza eterna

So long, addio mio sogno americano
io mai piu' schiava dei cani
ma chi ti imponeva l'Islam dei tirranni
quelli là che non hanno mai letto il Corano?

Sono ritornato polvere
non sono piu' il signore dell'universo
questo paese che amavo tanto
alla fine non era altro che un colosso con i piedi d'argilla?

Gli dei, le religioni
le guerre di civilizzazione
le armi, le bandiere, le patrie, le nazioni
fanno di noi sempre della carne da macello*

due stranieri ognuno in un lato del mondo, cosi' differenti
due sconosciuti, due conosciuti, ma comunque
polverizzati sull'altare 
della violenza eterna


* letteralmente "chair a canon" significa "carne da cannone" ed è un'espressione informale utilizzata per indicare dei soldati che vengono utilizzati per missioni o compiti in cui c'è un'altissima probabilità di essere uccisi. Io ho preferito utilizzare "carne da macello" che dava un'idea piu' generale sulla fine che fa la povera gente in nome di questi "ideali".
 

venerdì 20 novembre 2015

Deve essere cosi' - Soll sein (1992) - Gerhard Gundermann

Lui si chiamava Gerhard Gundermann, morto d'infarto ad appena 43 anni. E' stato uno dei piu' grandi cantautori della ex Germania est, rimasto quasi sconosciuto ad Ovest anche dopo la caduta del Muro. Era assolutamente come nessuno si immaginerebbe un cantante rock: astemio, vegetariano convinto e non si era mai drogato. E la cosa piu' strana è che anche potendoselo permettere non ha mai voluto smettere di fare il minatore delle miniere di carbone a cielo aperto (il famoso Tagebau, che si trova in molte sue canzoni) di Hoyerswerda, al confine con la Polonia. Le sue canzoni sono si' anche politiche e impegnate ma molte parlano semplicemente della vita di tutti i giorni, con le sue gioie e i suoi dolori. Volevo proprio iniziare con una di queste a presentarvi Gundi, come lo chiamavano gli amici. Datemi il tempo di ascoltarne altre e mi sa che vi bombardero' presto con altre sue canzoni! 

Il testo originale in tedesco lo trovate qui.


Dall'album: Einsame Spitze (1992)

 

L'inverno deve essere di nuovo freddo al punto giusto
e sul tetto deve esserci la neve ma bianca
attorno a casa mia ci deve essere per bene di nuovo un bosco
e il forno dentro caldo al punto giusto
il mio tappeto deve infine volare di nuovo
il mio cavallo magico sta arrivando al trotto
gli spiriti non possono piu' acchiapparmi
perché io ho di nuovo degli amici 

I fiori devono essere di nuovo i miei amici
ci guariamo le ferite a vicenda
nei rami devono abitarci di nuovo gli uccelli
che devono parlare con le ciliegie 
voglio anche parlare di nuovo con gli animali
e voglio capire l'erba
cosa bisbiglia nelle tiepide notti d'estate
e da cosi' tanto tempo che bramavo farlo

non mi chiedere come...
non mi chiedere quando...
è solo una canzone
ma con una mia canzone
inizio ora per la prima volta 

La pioggia deve colpire ancora con il suo arco
tra il nero e il bianco come un braccio colorato
e il rosso non deve essere piu' bugiardo
e il verde e giallo non piu' cosi' sfigati
i funghi devono ancora uscire strisciando dalle bombe (?)
e le bombe devono tornare nella pancia dell'aereo
Il buco nel cielo si deve richiudere
e anche i buchi sulla terra....

non mi chiedere come...
non mi chiedere quando...
è solo una canzone
ma con una mia canzone
inizio ora per la prima volta

sabato 14 novembre 2015

Libera nos domine Francesco Guccini

Era l'11 settembre 2001 quando in piazza Duomo a Prato era previsto un concerto di Francesco Guccini. A causa dell'attentato alle Torri Gemelle fu rimandato per il 18 settembre. Io ero' li'. Come tutti mi aspettavo che il concerto cominciasse con "Canzone per un'amica". E invece no, in un silenzio già di tomba per quello che era successo una settimana prima a New York, Guccini inizio', spiazando tutti, con Libera nos domine. Dopo gli attentati di ieri a Parigi, io che tra l'altro vivo in Francia da 8 anni, ho ritrovato stamattina la stessa emozione  di quattordici anni fa pensando a questa canzone che esprime meglio di mille parole il mio pensiero...






Da morte nera e secca, da morte innaturale
da morte prematura, da morte industriale
per mano poliziotta di pazzo generale
diossina o colorante, da incidente stradale
Dalle palle vaganti di ogni tipo e ideale
da tutti questi insieme e da ogni altro male
libera, libera, libera, libera nos, Domine

Da tutti tutti gli imbecilli d'ogni razza e colore
dai sacri sanfedisti e da quel loro odore
dai pazzi giacobini e dal loro bruciore
da visionari e martiri dell'odio e del terrore
da chi ti paradisa dicendo: è per amore 
dai manichei che ti urlano "O con noi, o traditore!"
libera, libera, libera, libera nos, Domine

Dai poveri di spirito e dagli intolleranti
da falsi intellettuali, giornalisti ignoranti
da eroi, navigatori, profeti, vati, santi
dai sicuri di sé, presuntuosi e arroganti
dal cinismo di molti dalle voglie di tanti
dall'egoismo sdrucciolo che abbiamo tutti quanti
libera, libera, libera, libera nos, Domine

Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura
dai preti d'ogni credo, da ogni loro impostura
da inferni e paradisi, da una vita futura
da utopie per lenire questa morte sicura
da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura
da fedeli invasati d'ogni tipo e natura
libera, libera, libera, libera nos, Domine


Foto da Instagram di sunnyflowergirl3
Il David di Michelangelo a Firenze in segno di lutto