mercoledì 27 gennaio 2016

Brontolone - non mi piace - Namćor -ne volem (1996) - Balašević

... se il 2016 deve essere l'anno di Djordje, che lo sia!! Peccato che nel frattempo dovrei preparare un esame di tedesco e non so dove trovare il tempo! Del resto quando Matteo iz Brescije e tutta la sua famiglia mi manda le canzoni di B. sfondano una porta non aperta ma di piu'... e io non resisto! 

Ecco quindi ancora una nuova traduzione.. se non sbaglio in questa é stata coinvolta tutta la famiglia italo-croata di Matteo... compreso un tête-à-tête con la suocera e l'aiutino da casa dal cugino della Vojvodina per il termine "restoteke"... che sembra sia un termine che significa "diskoteke"... come non averci pensato prima!! :-) HVALA SVIMA... davvero :-) Anche perchè questa era davvero tosta come traduzione!! Non so se avete presente la difficoltà di questa canzone.. io penso che neanche con 5 vocabolari (croato-italiano, serbocroato - italiano, serbo-francese... e tanti altri che ho a casa...) sarei mai riuscita a tradurla!!

E grazie anche a chi ci corregge a tutti l'italiano a mezzanotte e un quarto di notte!! Evviva il nostro correttore di bozze :-) !!



Dall'album: Na posletku (1996) 



Anche qui abbiamo avuto discussioni sul titolo... La canzone porta due titoli: il primo Namcor (brontolone) e l'altro "ne volem" (non amo / non mi piace). A Matteo ha fatto venire in mente Non gradisco di Francesco Moro, a me L'avvelenata di Guccini o anche Cirano.. c'è infatti chi mi prende in giro - forse anche giustamente - dicendo che io sono ferma al '77 con l'album "Radici" di Guccini..... (... ed è gentile perché l'album é del '72 :-) E vogliamo citare anche Rino Gaetano con Nuntereggaepiu'??? Menomale che c'è Matteo che porta una ventata di modernità al mio blog :-) !!

Detto questo, vi lascio leggere cosa non piace a Djordje. Oh, lo perdono solo perché è lui perché il verso sul burek non mi é mica andato giu' :-)

I video dal vivo su youtube avevano un audio pessimo, allora ho scelto questo con l'imagine dei cavalli :-) 

Ultima cosa: se avete sentito dire che i concerti di B. possono anche durare 10 ore (sarà una leggenda metropolitana?), beh immaginate questa canzone moltiplicata per tutte quelle che ha fatto nella sua carriera... (.. e dice che le fa TUTTE!)

Il testo originale lo trovate QUI.

Buona lettura!


Non mi piace
nessuno, oh bambola, questa è la mia natura
come la vecchia canna fumaria è piena di fuligine
 

così un sacco di fumo è passato attraverso di me.


non mi piacciono

le zie, gli zii, il cognato, i vicini di casa,
li appendo all'attaccapanni

da loro non arriva niente di buono


non mi piacciono

i venditori di semi, le zingare, i suonatori di trombe
il burek, le pisciate per strada
mi riportano indietro al mio bel paesello

non mi piacciono

i saltatori, il diesel, i negozianti

le discoteche, i suonatori di tambura*
Ogni canzone la accorciano di almeno una strofa
A loro vaffan....
 

ma a te ti amo, questa è la verità
tu sei il mio unico amore
vendo la nostra grande catapecchia al metro quadro**
anche se fosse cento volte del nonno
per comprare quattro cavalli rabbiosi
e li attacco alla nuvola
per scappare con te dove nessuno ci conosce



non mi piace
quando le mie mutande mi entrano, lì dove entrano
quelli che si preoccupano degli affari altrui,
non mi piace il nocciolo dell'amarena nello strudel

non mi piacciono

l'ignorante, il gratis, gli incravattati
l'ipocondriaco che ha paura,

che gli venga un cancro se pensa troppo

non mi piacciono
i cani aggressivi e i loro padroni
i marciapiedi pieni di merda
le impiccione quando corrono alla finestra

non mi piacciono
i ladri che guidano le auto altrui
che sanno l'alfabeto a metà
che muovono la bocca mentre spiano dalla finestra
non solo non mi piacciono, ma mi fanno proprio schifo

a te ti amo, questa è la verità
tu sei il mio unico amore
vendo la nostra grande catapecchia al metro quadro
anche se fosse cento volte del nonno

compro una barca a due remi

e quel cappello grande
per salpare con te dove nessuno ci conosce

non mi piacciono
i deliranti e i malati di nervi
prima li lasciavano uscire solo per il fine settimana

adesso li piazzano direttamente di fronte alla telecamera


non mi piacciono
tutte le lesbiche, scusatemi,
le maghe, i travestiti,
che questi signor-donne non se la prendano


non mi piacciono
la cintura blu su mantello blu***
la brigata partigiana****, la settima potenza,
tralla-llero attraverso Okucani

non mi piacciono
le elezioni, la televisione, i manifesti pubblicitari
basta, se credi in dio
il manicomio è rimasto aperto
a porte spalancate, controllate vi prego


a te ti amo, questa è la verità
tu sei il mio unico amore
vendo la nostra grande catapecchia al metro quadro
anche se fosse cento volte del nonno

compro un isolotto di sabbia sul Danubio
con un boschetto storto
per nasconderti dove nessuno ci conosce.


cosa è questo – [assolo di sax nella canzone]
ih, non  mi piace l'assolo!
aaah, questo è un sax soprano
proprio quello che non mi piace!


non mi piacciono

gli altezzosi, i sobri, quelli che fanno jogging
a questi gli viene un ictus prima di tutti
quello che si ingozza non mi garba

non mi piace

che dappertutto si senta “mi dai”
o si elemonisi o si prenda a prestito

fottiti, non ho mai elemosinato


non mi piacciono

i secchioni, sempre i voti migliori
i fascistoni e le sette,
non mi frega niente  del Tibet o della Birmania

non mi piacciono

l'avarizia, gli intellettuali,
che girano i pollici come se fossero importanti,
puoi comprarli per uno Spritz e una Kavurna*****

a te ti amo, questa è la verità
tu sei il mio unico amore
vendo la nostra grande catapecchia al metro quadro
anche se fosse cento volte del nonno

il cuore spezzato in due
l'amore è un peso enorme
addirittura il fatto di amarti così tanto, non mi piace


* tambura = una sorta di mandolino 
** lett: al gomito – unità di misura - lakat
*** la polizia 
**** sesta licku: brigata partigiana
***** kavurma: tipico salame

La ragazza dalle gambe nate per ballare la ciarda - Devojka sa čardaš nogama (1989) - Balašević


Corro a fare la traduzione di questa canzone perché ci tengo. Diciamo che la difficoltà piu' grande é stata tradurre il titolo. Perché "csárdás" o "csárda", detta in italiano ciarda, è una danza popolare ungherese con un'introduzione lenta e patetica e un finale dal ritmo incalzante e sfrenato. Infatti alla fine della nostra canzone il musicista, che suona al matrimonio e che racconta la storia, incita la sposa a ballare con queste parole:

"Ehi vola piccola cinciallegra
proprio sui miei chiodi** dorati
il fuoco sta ardendo nelle tue pupille
rompi qualcosa e lasciati trasportare da questa danza selvaggia!***"




Dall'album: Tri posleratna druga (1989)



Il problema che abbiamo cercato di risolvere cervellandoci io e Matteo iz Brescije é stato come tradurre il titolo che letteralmente sarebbe "La ragazza con le gambe da ciarda" o meglio, se la ciarda fosse la tarantella, si direbbe "La ragazza dalle gambe tarantolate" ma visto che la ciarda non c'entra nulla con la taranta e suonerebbe anche molto piu' brutto all'orecchio abbiamo deciso di tradurla "La ragazza dalle gambe nate per ballare la ciarda"... sicuramente una traduzione poco letterale ma che é piaciuta ad entrambi... si vede che questa aspettava proprio il matrimonio per tirarle fuori e ballare :-)

Un grande HVALA a Matteo e tutta la sua famiglia iz Brescije che mi ha corretto con santa pazienza la mia traduzione! grazie!!

E GRAZIE anche al mio forever dečko, che mi ha riletto senza sapere il serbo la traduzione italiana e l'ha fatta scorrere un po' meglio!

Se avessi avuto il coraggio di mettere una canzone di B. al mio matrimonio avrei messo sicuramente questa! (ma poi non era proprio adatta.... quasi nessuno ci avrebbe capito una parola... ma voi le capite tutte le canzoni in inglese???? e allora... va be'.. alla fine... non é stata messa !!)
 
Il testo originale lo trovate QUI.

Portava un gilet di seta
come nelle canzoni popolari
ed una piccola croce sulla catenina
segno che presumibilmente aspetta qualcuno

oh quello si che era un matrimonio
tutto era addobbato e ingioiellato*
e noi abbiamo suonato meglio
di quello che siamo stati pagati

Ma per ora tutto bene...

portavo un scialle di cashmire
e un gilet abbellito di segreti
lei era sorvegliata dalle zie con la permamente,
proprio da questa gente

come una cerva mi ha guardato
infatuata da una canzone triste
di chi sei piccola?
non sei destinata a me?

Ej, da...

Hej sciogli i capelli pieni di polline!
Dai proprio in barba alle streghe!
Oplà, alza la gonna sopra le ginocchia
so che nascondi la ciarda in queste belle gambe!

Le dissi: "Muoviti, vai via da me e trova 
dei partiti migliori! la mia chitarrina é troppo piccola
per ripararti dalla pioggia"

Eh si..

Le dissi:  "Io sono qui solo perchè il tempo passi piu' veloce
Io ho degli stivali vagabondi per camminare
è difficile amarmi...

Eh si...
Hej sciogli i capelli pieni di polvere!
Dai proprio in barba alle streghe!
Oplà, alza la gonna sopra le ginocchia
so che nascondi gli stivali in queste belle gambe!

Ehi vola piccola cinciallegra
proprio sui miei chiodi** dorati
il fuoco sta ardendo nelle tue pupille
rompi qualcosa e lasciati trasportare dalla questa danza selvaggia! ***


* "kićen" vuol dire "ornato" e "zlacen", "dorato"
**  la traduzione della parola "čivije" é stata cercata da 8 occhi ma nessuno é riuscito a trovarla. Una traduzione in inglese dice "chiodi".. ci fidiamo?  Se qualcuno passa di qui e ci vuole illuminare....
*** letteralmente "balla pazzamente e selvaggiamente", ma abbiamo preferito tradurlo "lasciati trasportare da questa danza selvaggia"


 UN PO' DI VOCABOLARIO:

nositi = portare
jelen =  gilet
svilen, a = di seta
pesma = canzone
narodan, na, no = nazionale
krstić = piccola croce
znak = segno
lančić = catenina
neki, nekog = qualcuno
čekati = aspettare
navodno =presumibilmente
svatovi = tutto quello che ha a che fare con un matrimonio (grazie Matteo :-)
kićen, a, o = ornato
zlaćen, a, o = dorato
bolje = meglio (dobro - bolje - najbolje)
svirati = suonare
plaćen, a, o = pagato agg. (platiti, pagare)
šal = scialle
kašmir = cashmire
čuvati = custodire
gledati = guardare
žalosan, sna, sno = triste 
sluđen, a, o = infatuato
pustiti = lasciare
kosa = capelli
pun, a, o = pieno
polen, a = polline
ajde = forza, andiamo
polen = polline
baš  = proprio
u inat = in barba
baba-roga = strega
digniti = alzare

suknja = gonna
iznad = sopra
koleno, a = ginocchia
znati = sapere

da = che 
krijeti = nascondere
čardaš =ciarda
lep, a, o = bello
noga =  gamba o piede
doleteti = prendere il volo
mala = piccola
senica = uccellino (cinciallegra)
zlatan, -na, no = d'oro
čivija = chiodo

vatra = fuoco
šarati = bruciare
zenica = pupilla 
razbiti = rompere
nešto = qualcosa
zaigrati = ballare
ludo = pazzamente
divije = selvaggiamente

mercoledì 20 gennaio 2016

Canzone su un gallo - Pesma o jednom petlu (1982) - Balašević



Dall'album: Pub, 1982


Ed eccoci qua, Matteo iz Brescije mi ha mandato un'altra traduzione di Balašević che non rientra certo nel ciclo "canzoni noiose, d'amore e patetiche" che di solito traduco io (insieme a quelle più' politiche). S'intitola "Canzone su un gallo" (Pesma o jednom petlu) e si capisce subito a cosa fa riferimento.... Il testo si distaccava cosi' tanto da quelli di B. che ho preso subito l'album dove é uscita la canzone, “Pub” (1982), (comprato a Belgrado nel 2007), e aprendolo ho trovato la seguente nota di B.: 

"Ringrazio gli invitati alla festa del 19.12.1981 dagli ultrasessantenni Isodor Cirić (commercianti più' o meno in pensione) che con i loro racconti mi hanno aiutato molto nella realizzazione di queste canzoni.
 
Inoltre ringrazio le vie J. Cvijić, Karadjordjeva e Pavlo Bakic come anche il parco vicino al cimitero Almaska a Novi Sad, alla macchina mobile con targa NS*193-217, un forno privato, al cane dal nome Nana, a tutti i miei amici, cioè  tutti"

Đ.B.
Novi Sad, 20 marzo 1982" 

Con questa introduzione il testo diventa più' chiaro. Primo perché il protagonista che se le fa tutte (oche, galline, tacchine che siano) con un gallo sempre dritto, per per fortuna non è lo stesso B. (che nel 1982 aveva solo 29 anni anni, non 65 come il protagonista!) ma un pensionato che racconta la sue avventure sessuali. L'album "Pub" (1982) diventa quindi una raccolta antropologica delle possibili storie di vita raccontate dai "veci" (come li chiama Matteo iz Brescije) o "ultrasessantenni che hanno qualcosa da raccontare", come dico io.

Nello stesso album si trovano per fortuna anche altre belle canzoni di Balašević, come "Ilona", "Ratnik paorskog srca" e "Lepa protina kci". Tra l'altro “Ilona” fa parte dell'album “Diario di un ragazzo non più' tanto giovane” (Non so bene come tradurre il titolo: “Dnevnik starog momka”) dove ha intitolato ogni canzone ad ogni sua fidanzata: Ljerka, Ankica, Jaroslava, Neneva, Anita, Julija, Branislava, Onjena, Ljudmila e Anđela. Io non so se sarei proprio contenta che un mio ex mi intitolasse una canzone in un album per il grande pubblico, comunque l'idea mi ha fatto ridere (ho anche una maglietta di quest'album comprata al concerto di B. nel 2002 a Lubiana :-). Ancora non ho tradotto neanche una di queste canzoni, ma sono sicura che anche parlando di donne, sesso e amore, avranno un altro di stile :-) Almeno... lo spero :-)

Su youtube gira un video di questa canzone che mi ha intristito non poco. Ci sono scene di sesso, piu' o meno esplicite, ma sempre tristi e quasi sempre dal punto di vista maschile, dove la donna non si distacca dallo stereotipo della donna oggetto e giocattolo che "serve" ad eccitare l'uomo, niente di piu' e niente di meno di una gallina, come anche l'uomo non ci fa per niente una bella figura indentificandosi con il suo gallo. 

Non sarà il momento giusto (ma se non ora, quando?), ma ricordo che i tempi sono cambiati, che ci sono donne che fanno l'amore e/o sesso per provare loro stesse piacere e per condividerlo con la persona che amano (nel migliore dei casi). E anche l'uomo non ha bisogno di farsi uno stuolo di donne senza sapere neanche il nome per essere considerato un vero uomo... Che la sessualità dovrebbe essere una cosa privata e non sbandierata a destra e a manca... E soprattutto che un uomo (come una donna) va stimato per quello che è non per quante donne ha avuto... E quando alla fine della canzone il protagonista ci lascia dicendo: "Non so quale sia il motivo, oggi sono tempi (giorni) diversi" io faccio un sospiro di sollievo e mi dico: "E menomale! Si vede che allora che un mondo (anche sessuale) diverso è possibile!!!!!" :-)

Questa introduzione un po' lunghetta era obbligatoria perché ho amiche che potrebbero togliermi il saluto se trovassero una canzone di questo tipo sul mio blog.
 
Comunque complimenti a Matteo iz Brescije e a Sonja per la traduzione. Era davvero difficile! Il testo originale lo trovate QUI

Ecco a voi la traduzione:

Avevo un gallo da paura, era un vero diavolo
Sotto la pioggia e sotto il vento, stava sempre dritto
Le piume volano per il villaggio, si alza un gran casino (rumore da paura)
Nella nostra casa sempre, ci sono buone uova 


Avevo un gallo da paura, era un vero pazzo
Qualunque sia la gallina che becca, è come se l'avesse presa a martellate
Strani uccelli le galline, il cuore batte sempre
per uno zotico che becca bene


Per lui non ci sono solo galline dolci
No, lui saltava addosso sia alle anatre che alle oche


E poi sulle tacchine, alla prima occasione
Il principio è lo stesso, cambiano solo le sfumature.


Avevo un gallo da paura, era un po' strano
Di giorno un po' assonnato, ma di notte sempre sveglio
Le ragazzine del mio villaggio ne hanno sentito parlare
Grazie a questo gallo avevo una buona reputazione 


Per lui non ci sono solo galline dolci
No, lui saltava addosso sia alle anatre che alle oche


E poi sulle tacchine, alla prima occasione
Il principio è lo stesso, cambiano solo le sfumature.


Oh avevo un gallo da paura, era campione del mondo
Oggi i galli sono strani, ogni pelo li infastidisce
Non so quale sia il motivo, oggi sono tempi diversi
Comunque al confronto del mio gallo, gli altri sono tutti polletti**


Ho 65 anni, l'autunno arriva tardi
Partono i miei amici, io aspetto il mio turno


Questo autunno non sarebbe stato tanto terribile
Se avessi potuto sentire il gallo almeno una volta al mese


Ascolta il consiglio che ti dà il vecchietto
Se hai un gallo giovane, non permettere che soffra
Lascialo volare, che lo vedano le galline
Dopo è tardi, il tempo del gallo se ne va



NOTE:


** cerglani: sono un tipo di polli piccoli

domenica 10 gennaio 2016

Polpettone di lenticchie, ceci e fagioli

Visto che non di sole traduzioni vive l'uomo, ecco una ricetta che è piaciuta a tutti, anche a chi vegetariano non è e non si sogna neanche di diventarlo! Anche quest'anno si é svolta tra amici la 14esima edizione della "cena degli avanzi" ( chi dice di piu' chi dice di meno, io continuo a dire che la prima fu nel 2002 nella mia vecchia casa ma le opinioni sono contrastanti). 

Invito tutti ad organizzare anche voi questo evento il 26 dicembre tra i vostri amici: ognuno porta l'avanzo (o gli avanzi) del giorno prima, cosi' non si spreca nulla, e si sta in compagnia, si ride, si scherza e la serata passa in un attimo (volendo ci si scambiano anche i doni).

Noi avevamo preparato questo polpettone vegetariano, ed é stato un gran successo. Lo spunto é stato preso da qui ma é stato un po' rivisto dalla sottoscritta. Come contorno avevo fatto uno stufato di peperoni e capperi e ho aggiunto anche delle patate al forno tagliate fini fini... non vedo l'ora di rifarlo :-)

Ingredienti per 6 persone:

150g lenticchie già cotte*
150g di ceci già cotti
150g di fagioli già cotti
150g di patate lesse
1 grossa e lunga carota
3 uova
pangrattato
rosmarino
1 cipolla
sale
pepe
olio

* se non volete usare i legumi già cotti chiaramente é meglio. In questo caso comprare quelli secchi, metterli tutta la notte in ammollo e prolungare la cottura di almeno mezz'ora... 

Per prima cosa mettere a lessare una carota ma che risulti abbastanza duretta, tanto dovrà essere rimessa in forno dopo.

Far soffrigere la cipolla a fette finissime, quando é appassita aggiungere i legumi e far cuocere per una decina di minuti. Aggiungere sale e pepe, lasciare un po' raffreddare e aggiungere le 3 uova e le patate lesse ben schiacciate e amalgamate.

A questo punto aggiungere al polpettone il rosmarino tagliuzzato finissimo. Sistemare in una pirofila da forno la metà del composto, mettere sopra la carota lessa, sistemare il secondo strato e dare al tutto la forma di un polpettone. Lasciar freddare bene e spolverizzarlo con il pangrattato. Condire con un filo d'olio e mettere in forno a 180 gradi per una mezz'oretta.