mercoledì 20 gennaio 2016

Canzone su un gallo - Pesma o jednom petlu (1982) - Balašević



Dall'album: Pub, 1982


Ed eccoci qua, Matteo iz Brescije mi ha mandato un'altra traduzione di Balašević che non rientra certo nel ciclo "canzoni noiose, d'amore e patetiche" che di solito traduco io (insieme a quelle più' politiche). S'intitola "Canzone su un gallo" (Pesma o jednom petlu) e si capisce subito a cosa fa riferimento.... Il testo si distaccava cosi' tanto da quelli di B. che ho preso subito l'album dove é uscita la canzone, “Pub” (1982), (comprato a Belgrado nel 2007), e aprendolo ho trovato la seguente nota di B.: 

"Ringrazio gli invitati alla festa del 19.12.1981 dagli ultrasessantenni Isodor Cirić (commercianti più' o meno in pensione) che con i loro racconti mi hanno aiutato molto nella realizzazione di queste canzoni.
 
Inoltre ringrazio le vie J. Cvijić, Karadjordjeva e Pavlo Bakic come anche il parco vicino al cimitero Almaska a Novi Sad, alla macchina mobile con targa NS*193-217, un forno privato, al cane dal nome Nana, a tutti i miei amici, cioè  tutti"

Đ.B.
Novi Sad, 20 marzo 1982" 

Con questa introduzione il testo diventa più' chiaro. Primo perché il protagonista che se le fa tutte (oche, galline, tacchine che siano) con un gallo sempre dritto, per per fortuna non è lo stesso B. (che nel 1982 aveva solo 29 anni anni, non 65 come il protagonista!) ma un pensionato che racconta la sue avventure sessuali. L'album "Pub" (1982) diventa quindi una raccolta antropologica delle possibili storie di vita raccontate dai "veci" (come li chiama Matteo iz Brescije) o "ultrasessantenni che hanno qualcosa da raccontare", come dico io.

Nello stesso album si trovano per fortuna anche altre belle canzoni di Balašević, come "Ilona", "Ratnik paorskog srca" e "Lepa protina kci". Tra l'altro “Ilona” fa parte dell'album “Diario di un ragazzo non più' tanto giovane” (Non so bene come tradurre il titolo: “Dnevnik starog momka”) dove ha intitolato ogni canzone ad ogni sua fidanzata: Ljerka, Ankica, Jaroslava, Neneva, Anita, Julija, Branislava, Onjena, Ljudmila e Anđela. Io non so se sarei proprio contenta che un mio ex mi intitolasse una canzone in un album per il grande pubblico, comunque l'idea mi ha fatto ridere (ho anche una maglietta di quest'album comprata al concerto di B. nel 2002 a Lubiana :-). Ancora non ho tradotto neanche una di queste canzoni, ma sono sicura che anche parlando di donne, sesso e amore, avranno un altro di stile :-) Almeno... lo spero :-)

Su youtube gira un video di questa canzone che mi ha intristito non poco. Ci sono scene di sesso, piu' o meno esplicite, ma sempre tristi e quasi sempre dal punto di vista maschile, dove la donna non si distacca dallo stereotipo della donna oggetto e giocattolo che "serve" ad eccitare l'uomo, niente di piu' e niente di meno di una gallina, come anche l'uomo non ci fa per niente una bella figura indentificandosi con il suo gallo. 

Non sarà il momento giusto (ma se non ora, quando?), ma ricordo che i tempi sono cambiati, che ci sono donne che fanno l'amore e/o sesso per provare loro stesse piacere e per condividerlo con la persona che amano (nel migliore dei casi). E anche l'uomo non ha bisogno di farsi uno stuolo di donne senza sapere neanche il nome per essere considerato un vero uomo... Che la sessualità dovrebbe essere una cosa privata e non sbandierata a destra e a manca... E soprattutto che un uomo (come una donna) va stimato per quello che è non per quante donne ha avuto... E quando alla fine della canzone il protagonista ci lascia dicendo: "Non so quale sia il motivo, oggi sono tempi (giorni) diversi" io faccio un sospiro di sollievo e mi dico: "E menomale! Si vede che allora che un mondo (anche sessuale) diverso è possibile!!!!!" :-)

Questa introduzione un po' lunghetta era obbligatoria perché ho amiche che potrebbero togliermi il saluto se trovassero una canzone di questo tipo sul mio blog.
 
Comunque complimenti a Matteo iz Brescije e a Sonja per la traduzione. Era davvero difficile! Il testo originale lo trovate QUI

Ecco a voi la traduzione:

Avevo un gallo da paura, era un vero diavolo
Sotto la pioggia e sotto il vento, stava sempre dritto
Le piume volano per il villaggio, si alza un gran casino (rumore da paura)
Nella nostra casa sempre, ci sono buone uova 


Avevo un gallo da paura, era un vero pazzo
Qualunque sia la gallina che becca, è come se l'avesse presa a martellate
Strani uccelli le galline, il cuore batte sempre
per uno zotico che becca bene


Per lui non ci sono solo galline dolci
No, lui saltava addosso sia alle anatre che alle oche


E poi sulle tacchine, alla prima occasione
Il principio è lo stesso, cambiano solo le sfumature.


Avevo un gallo da paura, era un po' strano
Di giorno un po' assonnato, ma di notte sempre sveglio
Le ragazzine del mio villaggio ne hanno sentito parlare
Grazie a questo gallo avevo una buona reputazione 


Per lui non ci sono solo galline dolci
No, lui saltava addosso sia alle anatre che alle oche


E poi sulle tacchine, alla prima occasione
Il principio è lo stesso, cambiano solo le sfumature.


Oh avevo un gallo da paura, era campione del mondo
Oggi i galli sono strani, ogni pelo li infastidisce
Non so quale sia il motivo, oggi sono tempi diversi
Comunque al confronto del mio gallo, gli altri sono tutti polletti**


Ho 65 anni, l'autunno arriva tardi
Partono i miei amici, io aspetto il mio turno


Questo autunno non sarebbe stato tanto terribile
Se avessi potuto sentire il gallo almeno una volta al mese


Ascolta il consiglio che ti dà il vecchietto
Se hai un gallo giovane, non permettere che soffra
Lascialo volare, che lo vedano le galline
Dopo è tardi, il tempo del gallo se ne va



NOTE:


** cerglani: sono un tipo di polli piccoli

2 commenti:

  1. Matteo iz Brescije22 gennaio 2016 00:35

    Ma no amiche di Monia... non potete toglierle il saluto per una canzoncina di Balasevic!
    Peraltro lei non sapeva che le avrei mandato questa canzone,e poi io stesso finchè non l'ho tradotta non sapevo di cosa parlasse.
    E comunque non mi pare un pezzo machista o misogino, io lo leggo come un invito a godersi la vita e le occasioni che offre finchè si può. L'invito è a lasciar cantare il gallo, con la complicità delle varie galline, oche o fagiane che siano, quantomeno di quelle che sono ben contente di sentirlo cantare. In nessun punto del testo c'è mancanza di rispetto. Poi certo, il testo è quello che è, principalmente una provocazione, un divertissement, come ha scritto Monia qualcosa che esula abbastanza dallo stile di Balasevic - e molto da quello del blog :-)
    Io lo vedo come un invito a vivere "davvero"... in senso generale... ed è un bel messaggio

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    1. ... ma poi B. ha riportato solo le parole del "vecio" ultrasessantenne, mica le sue!!! Grazie Matteo...!!! :-) alla "prochaine", come si dice in francese !! Monia

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